Mantova ha ospitato, a Palazzo Te, la prima edizione del Virgilius
d' Oro 2007.
L'onoreficenza, nata da una iniziativa della Monotile, azienda di riferimento nella produzione di pavimenti sopraelevati in monoblocco di marmo e graniglia è stata assegnata, il 6 Ottobre 2007, a due affermati architetti che operano in ambito internazionale: lo svizzero Mario Botta e l' italiano Dante O. Benini. I due professionisti hanno ricevuto il premio per la loro capacità di governare un percorso progettuale multidisciplinare che individua nel dialogo e nella collaborazione con altri settori professionali i parametri per la determinazione di soluzioni architettoniche che soddisfino le richieste della collettività. A partire dal 2007, il Virgilius d' Oro sarà un' appuntamento annuale e si propone di incoraggiare l'incontro tra le culture del progetto orientate dalla multidisciplinarietà dei saperi. La Monotile, che in questi anni si è aggiudicata forniture importanti nell'ambito dell'architettura contemporanea europea, ha voluto con quest'iniziativa rafforzare il dialogo già avviato con i professionisti di tutta Europa. Un nuovo orientamento ha spinto l'azienda a predisporre il riposizionamento della sua produzione sulle indicazioni dei progettisti, migliorando la qualità del prodotto ed incrementando la ricerca e lo studio di soluzioni ottimali, adattate a fronteggiare le esigenze tecnologiche delle nuove architetture assoggettate ai canoni del comfort contemporaneo. L' iniziativa è stata inoltre promossa dall’ Ordine degli Architetti di Mantova, con l' intervento degli Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani, il patrocinio di Ala Assoarchitetti, IIDD Istituto Italiano Design Disabili e dalla rivista l’Arca. I sindaci di Mantova e di Asola, durante la cerimonia di consegna dei riconoscimenti, hanno voluto sottolineare l'importanza di questo evento come invito alla comunicazione interdisciplinare e multiculturale, auspicando che questi incontri servano concretamente a sostenere il lavoro degli operatori che ogni giorno mettono a disposizione la propria attività per migliorare la qualità dei processi costruttivi e di trasformazione territoriale.
Costruire una città vivibile è compito anche delle amministrazioni locali che in qualità di committenza pubblica devono invogliare i protagonisti del mondo delle costruzioni ed in particolare gli architetti a studiare e realizzare soluzioni conformi alle esigenze dei cittadini e del territorio. Dante O. Benini e Mario Botta, chiamati come relatori a testimoniare di una cultura architettonica contemporanea ricca di prassi multidisciplinari, hanno dato vita ad un dibattito moderato da Cesare Maria Casati che ha destato
l' interesse del numeroso pubblico.
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Per Dante O. Benini il recente sviluppo tecnologico ed il conseguente miglioramento dei materiali impiegati nelle costruzioni, deve essere reso accessibile al pubblico dei professionisti. L' architetto deve utilizzare al meglio le risorse messe a disposizione dalla ricerca e dalle industrie di produzione, per offrire agli utenti spazi e servizi eccellenti. Dante O. Benini, sollecitando una speciale attenzione per il progetto dei luoghi del lavoro, uffici e strutture industriali, ha ricordato che in questi spazi si vive gran parte della giornata ed è quindi necessario curare in particolarlare il comfort ed il benessere ambientale. La storia dei luoghi e delle architetture, secondo Mario Botta, è uno dei momenti con i quali il progetto deve tendere al confronto, perchè è nell'identità collettiva che si riassumono i valori civici della città. Oggi più di ieri il problema delle memorie da salvaguardare non è solo prerogativa delle città storiche dell'occidente. La questione si pone anche per quegli enormi insediamenti umani che stanno crescendo a dismisura nel continente asiatico, in Africa e in America Latina. La necessità di offrire momenti di continuità con la storia è palese in ogni comunità, recente o di tradizioni remote, che legittima la sua esistenza sulle opportunità di condivisione del territorio e dei valori urbani ad esso legati. Mario Botta ha inoltre esortato i colleghi architetti a non esibire tecnologie avanzate e dare sfoggio a sofisticate macchinazioni futuribili là dove non è strettamente necessario l'utilizzo di applicazioni estreme. Mantova è il luogo ideale per lo svolgimento del Virgilius d'Oro. Gli insegnamenti storici impartito dai maestri dell' arte e dell'architettura italiana in un ambiente dove gli scambi culturali erano incoraggiati dalla committenza, trovano in questa sede una valida ragione per innovare il dialogo interculturale sulla costruzione della città del futuro che pone l'uomo al centro del progetto. L'eredità storica e culturale della città deve essere oggi salvaguardata anche tenendo aggiornato il dibattito sulla questione contemporanea del costruire l'architettura dei luoghi. Occasioni come questa sono testimonianza della volontà di concepire il futuro puntando sull' innovazione, tendendo fede alla continuità delle tradizioni e senza per questo scadere nella ripetizione di valori formali. come certi movimenti stilistici hanno erroneamente favorito negli anni passati. Il successo di pubblico ottenuto dalla manifestazione dimostra il crescente interesse verso le tematiche della trasformazione territoriale che, allargate ad ambiti culturali differenti, creano momenti di coinvolgimento e di partecipazione estremamente interessanti.
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